Daisypath Ticker

postato da carolbass alle ore 18:33 giovedì, 04 ottobre 2007

Il fuggitivo

Ieri mattina, alle 12, Cafu è scappato. Inseguito dai cani del vicino, perdipiù.

Francesco è subito corso a cercarlo, ma niente. Ore e ore di giri, di fischi, di chiamate.

Io sono uscita prima dal lavoro per andarlo a cercare anch'io. Anche perché al lavoro non stavo combinando niente, lo stomaco era attorcigliato per l'angoscia.

Lo abbiamo cercato a piedi, in scooter, abbiamo girato per strade che non conoscevamo, ci siamo disperati perché lì intorno è tutta campagna... Chissà dov'era andato.

L'ultimo giro lo abbiamo fatto ieri sera tardi. Poi a casa, una tazza di fiocchi d'avena è stato tutto quello che siamo riusciti a mangiare.

A letto piangevamo tutti e tre. Perché anche Lita miagolava, ogni tanto, leccandomi il braccio come se mi avesse scambiato per il suo compagno di giochi.

Stamattina alle 7 siamo usciti di nuovo, per un altro giro. Alle mamme che portavano a scuola i bambini chiedevamo notizie, ma nessuno l'aveva visto.

Siamo rientrati, sconsolati, per farci una doccia e andare al lavoro.

Chiama mia mamma, mentre parlo con lei mi affaccio alla finestra.

E' allora che vedo Cafu, dall'altra parte del vetro, seduto sulle scale che mi osserva.

La gioia. E' la gioia che mi fa piangere, ora.

Buon Compleanno, Cafu. Oggi compi 3 anni. Ti amiamo tutti!

postato da carolbass alle ore 13:59 mercoledì, 20 giugno 2007

Portogallo Aspettami

Sto arrivando. A stasera.

postato da carolbass alle ore 13:38 venerdì, 15 giugno 2007

Il male in polvere è quando non ti senti amato. No, non è una sparata vittimistica, perché sai benissimo che ci sono persone che ti amano, e tanto, e ti sopportano, e tanto. Non sentirsi amato vuol dire non riuscire a sentire l'amore che gli altri provano per te. Perché magari hai la testa altrove. O ti senti un po' depresso. O pensi e ripensi a cose brutte che ti sono successe. O hai nostalgia del passato. O hai paura del futuro. Diventi un automa, una specie di pellicola ti avvolge il cuore e ti impedisce di sentire.

Fatta questa premessa necessaria, il caldo mi sta uccidendo. Non ci sono ancora le temperature torride dell'estate romana, ma attualmente sto già sforando il limite di sopportazione. Penso che aumenteranno gli omicidi, con quest'aria densa che ti si appiccica addosso come plastica. Stamattina ho già assistito ad un alterco in metro, romani contro turisti. Un gruppo di CGL di Napoli, a Roma per manifestare, per poco non si picchiava con dei turisti inglesi. Gli uni impugnavano le bandiere rosse, gli altri mappe della città arrotolate a mo' di tubi.

In tutto questo, ommieidei quanto vorrei staccare, anche solo per un giorno, isolarmi totalmente, magari andare al lago o al mare e restare in acqua finché ogni patina, pellicola, plastica, non si siano sciolte, per davvero, per sempre.

 

postato da carolbass alle ore 11:59 lunedì, 07 maggio 2007

002

A volte non occorre restare tanto tempo in un luogo per lasciare un segno...

Un profumo attraversa l'aria, la pervade, la trasforma.

postato da carolbass alle ore 17:06 martedì, 24 aprile 2007

Cronaca di una Pasqua annunciata

Se ci metto tanto a scrivere è per tre motivi:

  1. sono pigra;
  2. ho molto lavoro da sbrigare (ok, ok…);
  3. rivivo nella mia testa le scene salienti così da rielaborarle meglio e poterne scrivere con maggior efficienza (eheheheheh).

La mia Pasqua è stata più o meno come me l’aspettavo, con pasticci e disguidi (pochi ma decisivi), momenti piacevoli e momenti ma-chi-me-l’-ha-fatto-fare-stavo-tanto-bene-a-casuccia-mia.

 

Andiamo con ordine.

 

Il venerdì santo passato giù a SMiL è stato bello. Io, Fra e Minto siamo stati accolti con tutti gli onori dalla mia mamma e dal mio papà, nonna zii zie e sorelle, cugini occasionalmente apparsi sulla scena, amici e compari recanti piacevole schiamazzo e dolci squisiti. Mamma si è presa un giorno di ferie per lucidare la casa, farsi i capelli, preparare un lauto pranzo.

Elenco sparso degli eventi di quel giorno:

Papà ha detto a Fra che vuole dei nipotini (!!!); Mamma ha bevuto un po’ (20 ml di vino) e si è dimenticata i torcinelli sulla griglia e sono venuti carbonizzati; Mia cugina ha sfilato con il suo vestito per Pasqua in stile “Il diavolo veste Prada”; Mio cugino (nato il 10 giugno) ha di nascosto anticipato la data del suo compleanno sul calendario dei compleanni di mia nonna, approfittando del fatto che lei ormai ha una memoria relativa, così si è beccato 50€ di mancetta con due mesi di anticipo; Minto è uscito con mia sorella e al ritorno aveva gli occhi rossi come un lupo della steppa e l’alito di un contadino russo della rivoluzione d’ottobre; abbiamo visto le fracchie; abbiamo bevuto una sacrosanta Peroni da Saverio; mamma mi ha dato 8 barattoli di conserve, due caciocavalli, una bottiglia di liquore d’amarena, una di nocino, due di limoncino, tutto fatto da lei (scopriremo poi che una delle due bottiglie di limoncino, destinata a me e Fra, se l’è portata Minto a casa sua e se l’è scolata il suo amico Simon), da portare in regalo alla famiglia di Fra; ho ripetutamente ringraziato gli dei per la mia bella, sconclusionata, ridanciana, calorosa famiglia.

Siamo arrivati a Roma alle 3 di notte. Accompagnato Minto, io e Fra siamo arrivati a casa, Cafu è scappato, è andato nel giardino del vicino, Fra per prenderlo ha dovuto scavalcare il cancello col rischio di essere scambiato per un ladro, poi abbiamo fatto le valigie, siamo andati a letto stremati.

 

Un’ora dopo è suonata la sveglia.

 

Abbiamo preso l’aereo senza intoppi e il primo impatto con la Sicilia, appena atterrati, è stato di luce accecante e caldo già di prima mattina. L’aria era densa, estiva, ho pensato che era bello essere lì.

Mezz’ora dopo mi ricredevo, non vedendo la mia valigia sul nastro dei bagagli. Persa. Smarrita. E con lei smarrite le conserve, i liquori, il vestito buono della festa, il balsamo per i miei capelli ricci, le mutande, il libro che volevo iniziare. Le nostre due vite in formato ridotto, in un’unica valigia, così-se-al-ritorno-vogliamo-portarci-qualcosa-non-sforiamo-i-limiti-di-peso. Olè.

Fuori ad attenderci il fratello di Fra e la sua ragazza. Fra chiama i suoi per avvertirli del disguido della valigia, la reazione non è delle migliori. Non dovevamo imbarcare la valigia! (Sì, ci avevamo pensato anche noi che forse era meglio portare solo il bagaglio a mano, ma la legge cretina sui liquidi in aereo ci avrebbe imposto di buttare a mare shampo, balsamo, deodorante, per non parlare dei liquori di mia mamma) Ma potevi dire a tua mamma di non portare nulla! (?!?!) Il fratello di Fra era dispiaciuto per il nocino (e come lo capisco…). Per fortuna ho salvato l’uovo di Pasqua, un caciocavallo ed una ciambella perché li ho portati su con noi.

Il pomeriggio trascorre quindi nell’approvvigionamento del vestiario perduto. Fra ha risolto chiedendo in prestito a suo padre e suo fratello; la mamma di Fra, dopo essersi offerta di prestarmi qualcosa, mi misura il punto vita con gli occhi e le mani (sapienti, è una sarta) e decide di ritirare l’offerta. Mannaggia a me e ai miei 10 chili in più. Per fortuna il mio amore mi porta a fare shopping, così a sera ho rimediato tutto il necessario per fronteggiare l’emergenza.

La sera andiamo al cinema a sbafo (suo fratello lavora in un cinema), poi dritti a nanna che siamo morti di sonno. Lettini separati, un po’ ingiusto, ma per 2 notti si fa, e poi comunque obbligo Fra ad infilarsi nel mio letto per scaldarmi e abbracciarmi almeno fino a che non mi addormento. Prima di spegnere la luce, leggo qualche pagina di De Crescenzo, rubato al fra di Fra (belli i giochini linguistici).

Il giorno di Pasqua eravamo in sedici a tavola, ho conosciuto la nonna paterna, lo zio paterno, la zia paterna col marito e figlio con fidanzata ufficiale al seguito, la zia materna, la cugina col marito e i due figli, il cugino con la moglie e idem. Il pranzo è stato buono, i commensali pure, la Pasqua è scivolata in modo abbastanza piacevole. Il mio abbigliamento pasquale non è piaciuto a mia suocera (“Potevi prendere un completo con la gonna, però forse no, stai meglio così” Uèèèèèè, uèèèèè, mi stai dicendo che in gonna sarei stata un cesso…).

A Pasquetta sveglia presto, il papà si arrabbia perché vorrebbe andare in campagna tutti insieme e tutti all’alba, le sue grida trapassano persino i miei tappi, così schizzo fuori dal letto e in dieci minuti sono pronta per uscire. La mamma mi vuole prestare una sua tuta (“A me va larga, a te starà benissimo”), no grazie, i jeans sono perfetti, poi ho rimediato una bellissima maglietta dell’Agesci, cosa voglio di più.

La campagna è bella, la casa è bella, c’è pure il mare a due passi e Fra mi ci porta, compiendo la sua prima azione da fidanzato vero (leggi: tentativo di inguattamento) da che siamo partiti. Ci baciamo ed è bello essere lì con lui. Se non ci fossero stati dei gitanti accampati poco più in là, a quest’ora potrei aggiungere la Sicilia alla lista dei luoghi dove ho fatto l’amore.

Mangiato tanto, i carciofi, buonissimi, le sardine e le triglie alla griglia, il polpo, la spaghettata più agliosa della mia vita (più ancora della tua, Massi). Bevuto birra, scherzato, sfanculato mentalmente, sorriso, bevuto vino, ancora mangiato. Il cane Billo cercava ripetutamente di accoppiarsi con la cana Lupa, senza alcun successo purtroppo, poverino. Mi sono anche abbronzata, perché è vero che in Sicilia il sole è più forte.

La sera di Pasquetta abbiamo preso l’aereo, siamo tornati a Roma, con le borse piene di provviste agricole e ittiche. All’aeroporto siamo andati a chiedere della nostra valigia. Era rimasta lì, aveva perso la targhetta. Mai partita.

Conclusioni:

  1. La Sicilia deve essere bellissima (non ho visto granché, il tempo disponibile era poco e poi l’amore mio non è proprio un gran Cicerone);
  2. Non ho ancora capito se i miei suoceri mi apprezzano o no; sono sicura però che pensano che io mangi troppo e che sia un po’ fuori forma (tutto vero, purtroppo);
  3. Il fra di Fra e la ragazza sono molto simpatici;
  4. Il resto della famiglia è molto umano, oserei dire simpatico e divertente;
  5. A Natale caro Francesco ti tocca stare da me!

 

 

 

postato da carolbass alle ore 12:51 mercoledì, 04 aprile 2007

Pasqua...

Quest'anno, per la prima volta in 27 anni di vita, non passerò la Pasqua con la mia famiglia. Direte voi: "Embè?".

Il fatto è che, a casa mia, il detto "Natale con i tuoi..." è sempre finito "...e Pasqua pure". Da generazioni ci si sposa soltanto tra autoctoni, quindi durante le feste comandate il massimo spostamento richiesto da una casa all'altra equivale a 3 minuti di buon passo.

Invece, quest'anno, scenderò giù al fosso soltanto venerdì, giusto il tempo di riempire vestiti e capelli di fumo di Fracchie.

fracchie

Poi, di corsa nella notte, io e Francesco torneremo a Roma, dove il mattino dopo prenderemo l'aereo diretto alla di lui terra natìa, Mazara del Vallo in quel di Trapani.

E siccome che sto invecchiando, e siccome che man mano si invecchia ci si chiude un po', mal disponendosi alle nuove conoscenze, naturalmente ho dato il via alle numerose pippe mentali che amo farmi in occasioni come questa: cosa (ma soprattutto, chi) mi aspetta?

E nella mia mente, quelle che sono a tutti gli effetti persone-animali-usanze-paesaggi normali si trasformano in enormi mostri neri dotati di due file di zanne affilatissime pronte ad affondare nella mia carne (un po' troppo) morbida.

Ehehehehehehehehehe.....

Che scema che sono.

E compunque l'uovo di Pasqua lo voglio lo stesso. Lo mangerò sotto qualsiasi cielo, sola o in compagnia.

Peccato non potermi portare pure i felini....

postato da carolbass alle ore 12:25 giovedì, 22 marzo 2007

Via col Wind

Io sottoscritta Carolì, cliente Wind dal novembre 2006 con il numero 340####### (trattasi di portabilità da un numero Vodafone), con la presente dichiaro tutto il mio disaccordo nei confronti della politica Wind che, con il malcelato intento di recuperare le entrate precedentemente derivanti dai costi di ricarica, sta cercando con mezzi scorretti di rivalersi sui clienti.

In particolare, attualmente utilizzo un piano tariffario denominato Wind 10 il quale, come da vs. sms ricevuto il 21/3/2007, diventerà dal 1/5/2007 Wind 12 (chiamate da 10 cents a 12 cents al minuto - 20% in più! - sms da 10 cents a 16 cents!!!), con una decisione unilaterale che non lascia a me, cliente, la possibilità di accettare o rifiutare la modifica.

Ritengo questo comportamento assolutamente inaccettabile. La rimodulazione dei piani tariffari è lecita nei confronti dei nuovi contratti. Ancora di più, considerando che la decisione di effettuare la portabilità verso Wind è stata da me presa proprio per la particolare convenienza che rivestiva la suddetta tariffa Wind 10.

Tutto ciò premesso, chiedo a Wind che mi sia data la possibilità di rifiutare la modifica. In caso contrario, se doveste procedere con la rimodulazione, mi vedrò costretta a cambiare gestore telefonico, scegliendo un altro operatore che abbia più rispetto per i suoi clienti.

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postato da carolbass alle ore 15:34 giovedì, 01 marzo 2007

Cafu nella BagnarolaQuesto è Cafu. La foto è stata scattata alla fine dell'estate 2006, quando ancora era in convalescenza per la sua caduta dalla finestra (quinto piano... Il prossimo che mi dice "Ma i gatti non si fanno male quando cadono!" lo prendo a scudisciate).

Litina con la pallina

E lei è Lita, da Lolita - Mundialita (è arrivata l'8 luglio 2006, il giorno prima della storica finale dei Mondiali). Non ci vede da un occhio. E' stata abbandonata neonata, in una scatola di cartone. Le manca la mamma... Infatti la sera, quando ci mettiamo a letto, viene da me e si mette col muso nell'incavo dell'ascella, "sgrufolando" come se cercasse la tetta per succhiare il latte.

Questi sono i gatti della mia vita.

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postato da carolbass alle ore 13:47 martedì, 27 febbraio 2007

Cronaca spicciola quotidiana

Oggi ho fatto un colloquio di lavoro a cui tengo molto.  Mi sto agitando tantissimo perché temo di non superare la selezione. Sono proprio una sciocca! E mi sono pure scordata lì l'agenda. Mi hanno chiamato loro per dirmelo, io manco me ne ero resa conto, che bella gaffe. Penseranno che sono una sciroccata, che scordo le cose in giro, che manco mi accorgo di scordarmele!

Sì, sì, sono proprio agitata, ho la testa fra le nuvole, sono sbadata e scemotta.

Ma non ce la faccio più a lavorare qui. Non ce la faccio più. Non ho un contratto. Non ho mansioni adatte a me ed a quello che so/potrei fare. La mia capa a volte mi detesta. L'ufficio è pieno di gentaglia, traffichini vari e faccendieri dei miei stivali. Non ho possibilità di crescita, non ho autonomia. Voglio andarmene di qui. Il lavoro per cui ho sostenuto il colloquio di oggi mi interessa davvero. Ecco perché sono così in ansia.

Chiamo mia nonna, le chiedo di fare una preghiera per me.

O forse no. Che sciocca, pregare per un lavoro. E poi Dio si indispettirebbe. Penserebbe che sta là solo per fare favori alla gente. Come un parlamentare qualsiasi.

Ci spero? Non ci spero? Che sciocca, che ansiosa cretinetta. Ormai quello che è fatto è fatto, il colloquio sembra andato bene, sicuramente mi chiameranno per la prossima selezione, non devo avere timori stupidi. Si però ho dimenticato lì l'agenda. Certo penseranno che una che scorda l'agenda in giro non deve essere molto organizzata mentalmente. Che deve essere una casinista maledetta pure sul lavoro. E invece! Se sapessero!

Se sapessero che sono una super-precisina. Perfezionista. Una raddrizza quadri. Una scassaballe dell'ordine e del pulito. Meschina che sono!

Se sapessero che per andarmene da qui farei di tutto. Che il lavoro in questione lo svolgerei con precisione e coscienza e spirito di iniziativa e creatività e velocità di pensiero. Che mi sono innamorata di quel posto e che ci resterò malissimo se non mi richiameranno.

E se non mi richiamassero.... Qualcuno può offrirmi un lavoro, per caso?